Trovare lavoro è possibile – Le basi

Se sei qui è perché stai cercando lavoro, o vuoi cambiarlo, oppure hai semplicemente la curiosità di leggere questa pagina e la cosa va benissimo perché significa che hai già fatto un passo.
Stai dimostrando volontà, molto bene.

Se stai cercando lavoro devi capire che il mercato al momento è più che saturo quindi contano esperienza e competenze ma soprattutto determinazione e strategia.
E’ vero che un buon profilo accademico e lavorativo aiutano molto nella ricerca ma è altrettanto vero che non tutti hanno fatto università private e ricoperto posizioni prestigiose in aziende famose: la realtà è che la maggior parte delle persone ha una situazione “nella media”.

Questo significa che non è possibile trovare un lavoro fisso e stabile? Certo che no.
Vuole semplicemente dire che per riuscirci spesso non basta fare quello che fanno tutti, cioè rispondere a caso ad annunci vari con un CV uguale a mille altri e sperare.
Serve una strategia, è necessario un piano.

Qui imparerai a fare questo: creerai il tuo piano di ricerca e capirai perché senza strategia ti stai affidando al caso mentre se sai stare al gioco diventa solo una questione di tempo.
Inziamo.


Il primo passo: definisci i tuoi limiti

Il primo passo che devi fare è una lista di cosa sei in grado di accettare e cosa no: questo elenco definirà a quali annunci non ti servirà rispondere per evitare di perdere tempo.
Ti faccio un esempio di come fare questa lista:

Sono disposto a lavorare nel weekend?
Sono disposto a fare straordinari?
Sono disposto a fare turni?
Quante ore al giorno sono disposto a dedicare al lavoro?

Quanti chilometri al giorno sono disposto a fare per lavoro?
Sono disposto a fare il pendolare?
A quanto ammonta lo stipendio minimo che posso accettare?
Qual è il contratto più breve che sono disposto a firmare?
Sono disposto a lavorare a provvigione?
Sono disposto a essere pagato a voucher?

Questo genere di domande definisce i tuoi limiti inferiori, sotto cui quindi non dovrai candidarti perché palesemente non di tuo interesse, ma è importante che tu sia molto realista nel darti queste risposte, altrimenti non saranno utili.
Le risposte che ti darai sono solo per te quindi ripeto: sii molto realista.


Il secondo passo: capire che lavorare è meglio che essere disoccupati

Può sembrare una banalità ma non lo è: molte aziende preferiscono assumere persone che stanno già lavorando piuttosto che disoccupati.
Questo fatto è una leva a tuo favore: trova un lavoro anche con un contratto breve e mentre lavori cercane uno migliore, noterai che sarà meno difficile ottenere colloqui.

Non ti sto dicendo di accettare qualsiasi cosa ma di ragionare a lungo termine: avendo un contratto puoi trovarne uno migliore, è una base da cui partire e quindi guadagnare di più, oppure ottenere condizioni migliori.


Il terzo passo: che modello di CV utilizzi?

Lo so: probabilmente stai usando quello europeo, vero?
Se non lo usi meglio per te ma se come tanti usi quello non è colpa tua: hai cercato in internet e hai trovato quello, oppure te lo hanno consigliato.
In certi ambiti come l’ingegneria il CV europeo è praticamente obbligatorio ma in altri non è così.
Chi te lo ha consigliato lo ha fatto in buona fede ma come a te lo avrà detto ad altri e il risutlato è che oltre il 95% di chi cerca lavoro utilizza lo stesso tipo di CV: sai questo cosa significa?
Che se lo utilizzi anche tu ti stai confondendo nella massa quando potresti invece diversificarti.
In pratica stai evitando di farti notare quando invece dovresti farlo.

La cosa migliore sarebbe che tu creassi un modello di CV che è solo tuo: sintetico, su una sola facciata (a meno che tu non abbia decine di anni di esperienza) e pensato per il tipo di lavoro che cerchi.
Comunque a breve saranno disponibili qui diversi modelli di CV già pronti da usare, molto differenti da quello europeo.


Il quarto passo: dove cercare lavoro?

Principalmente online, al momento i siti generici che consiglio sono questi:

Poi ci sono alcune agenzie che trovo molto precise e capaci:

Una trattazione a parte va fatta per LinkedIn: consiglio a tutti di avere una pagina ben fatta ma cercare lavoro lì non è per chiunque dato che spesso gli annunci sono in inglese e che non si trovano molte offerte per lavori “di base”.

Ovviamente non devi dimenticare le autocandidature sui siti delle aziende che ti interessano di più, ma questo dipende solo da te.


Il quinto passo: quanto cercare lavoro?

Io consiglio di mandare un minimo di 15-20 candidature al giorno suddivise tra i vari siti e quelle che darai a mano.
Per farlo è importante, come già detto, non aspettare solamente l’annuncio perfetto per te  ma iniziare a candidarti anche agli altri lavori che puoi fare.
Il tuo obiettivo iniziale è ottenere colloqui quindi per prima cosa usa tutta la tua energia e la tua motivazione puntando a questo.
L’assunzione è la diretta conseguenza ma non dipende solo da te quindi pensa ai colloqui.

Il punto è questo: più colloqui farai più in fretta troverai lavoro, è ovvio, quindi fanne il tuo vero obiettivo.


Il sesto passo: attenzione alle solite falsità

Molte persone ti diranno che serve tantissima esperienza per un lavoro stabile, o che non hai l’età oppure che per le donne è più difficile.
Se a volte queste cose possono essere vere nella singola realtà aziendale non lo sono assolutamente nel totale.
Ci sono aziende che assumono a tempo indeterminato, ci sono lavori per chi ha più di quaranta o cinquant’anni e ci sono attività che assumono donne in molti ruoli.

Resta però il fatto che tutto dipende da te: se tu non metterai il giusto impegno nella creazione di un CV adeguato e non cercherai con la giusta convinzione come puoi pensare di essere assunto?

Dimentica le falsità e i pregiudizi, il lavoro si può trovare e anche di buon livello, ma c’è un percorso preciso da fare che ti renderà un professionista con delle possibilità.


Il settimo passo: diventa spendibile

Uno dei più grandi problemi che affliggono chi cerca lavoro è non sapere cosa sia la spendibilità e come funzioni.
Ho scritto un articolo specifico su questo argomento (clicca qui per leggerlo) ma in sintesi la spendibilità è questo: diventare utile per le aziende.

Attenzione: utile non significa essere disposti a tutto ma essere in grado di valere più di quanto si costa in modo da diventare una vera risorsa di valore.


L’ottavo passo: diventa professionale

Un professionista è una persona che sa come comportarsi in azienda, una che evita di fare brutte figure e che sa identificare i problemi e agire per risolverli per tempo, non solo dopo che si sono verificati.
Anche per questo ho scritto un articolo specifico (clicca qui per leggerlo).


Qui si concludono le basi per la ricerca efficace del lavoro, se hai letto bene avrai capito che c’è molto da fare e che, probabilmente, è necessario un cambio di mentalità.
Nei prossimi articoli di approfondimento comincerò a farti capire meglio come funziona realmente l’attività di ricerca dalla parte del datore di lavoro e quali leve hai a tua disposizione per ottenere dei vantaggi.