Cos’è la spendibilità

Spendibilità significa avere uno o più ruoli chiari e definiti all’interno di un contesto lavorativo, quindi poter essere immediatamente identificati grazie alle proprie competenze specifiche e attitudini.

Essere spendibili significa specializzarsi in qualcosa e farsi conoscere grazie alle capacità che ne derivano.

Molte persone credono che saper fare un po’ di tutto sia un pro ma non è così: va bene per alcuni lavori che richiedono solo competenze generiche ma che difficilmente portano lontano, a meno di non specializzarsi.
Per essere spendibili è comunque necessario crearsi alcune competenze di base che sono richieste in moltissimi lavori: l’utilizzo base di computer, e-mail e internet, una base di inglese, una forma fisica adeguata alla mansione.

Spendibilità significa essere identificati come specialisti adeguati ad alcuni ruoli ed essere adatti a ricoprirli fisicamente e mentalmente.

Se vuoi essere “spendibile” e quindi rendere più facile la ricerca e il cambio di lavoro devi lavorare su questi fattori e sulla tua professionalità (leggi questo articolo) in modo da creare un’immagine positiva di te, che aiuti i tuoi colleghi, i tuoi capi e i possibili nuovi datori di lavoro a sceglierti.
Devi scegliere ogni giorno di migliorare questi aspetti con un gesto, un passo alla volta, e non smettere mai anche se dovessi pensare di essere il meglio.

La spendibilità è una corsa continua in cui puoi rilassarti, ogni tanto, e rallentare ma mai fermarti perché non puoi mai sapere se e chi sta cercando di superarti o renderti una risorsa obsoleta.

A prescindere dal lavoro che fai, o che vorresti, ci sarà sempre qualcuno che sta cercando di fare lo stesso: il tuo compito è essere sempre all’altezza quando arriverà il momento della sfida.

Moltissimi lavoratori pensano che la professionalità basti e non lavorano mai per aumentare sensibilmente la loro spendibilità quindi se sceglierai di farlo ti troverai presto in vantaggio.
Quello che otterrai sarà impagabile: potrai migliorare la tua condizione lavorativa, trovare e cambiare lavoro durante una crisi, evitare di dover accettare condizioni troppo svantaggiose in caso di problemi dell’azienda e molto altro.

Ma cosa devi fare in pratica?
Ecco la lista:

  • Creare il tuo CV usando un modello diverso dagli altri e più efficace
  • Capire quali sono le tue migliori competenze e specializzarti, approfondirle
  • Fare una ricerca del tipo di aziende per cui le tue competenze sono importanti
  • Imparare a esprimerti in modo positivo ed efficace

Un’ultima considerazione fondamentale

Per essere riconosciuto dai datori di lavoro come una risorsa valida devi sempre fare in modo che il tuo lavoro valga per l’azienda più di quello che costa.

Attenzione: questo non significa fare straordinari continui o accettare qualsiasi compromesso, vuol dire lavorare meglio e più efficacemente (leggi anche questo articolo).

Questa regola è alla base di qualsiasi piano di carriera e aumento di stipendio quindi tienila sempre bene a mente.

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Cos’è la professionalità

Vedo spesso colleghi e persone sbagliare e vivere male a causa della mancanza di professionalità, perché molti credono fermamente che lavorare sia solo un diritto e dimenticano i doveri propri e altrui.

Il primo problema, a cui assisto ogni giorno, dipende dal fatto che molte persone non hanno capito di aver firmato un contratto che spiega esattamente quali diritti e doveri hanno quindi passano le giornate a lamentarsi di qualsiasi cosa.

La professionalità è questo: capire il proprio ruolo e il posto che si occupa, quindi fare il possibile perché i risultati creino dei miglioramenti.

Fare il possibile non significa lavorare moltissime ore, fare sempre straordinari o accettare qualsiasi compromesso ma migliorare i processi, risolvere ed eliminare problemi, incrementare i guadagni senza aumentare le spese.
In sintesi, ripeto: creare dei miglioramenti.

Un vero professionista è una persona che fa molto con poco.

Molti lavoratori si sentono sfruttati, e a volte lo sono davvero, ma per essere professionali è fondamentale imparare a prevenire lo sfruttamento, è necessario saper porre dei limiti ai “si” da dire, altrimenti col tempo diventa sempre più difficile trovare il giusto equilibrio.

Inoltre un professionista è una persona che non crea problemi inutili.
Un problema inutile non è una discussione costruttiva e nemmeno una divergenza che sfocia in un litigio verbale, se non esagerato.
Significa evitare di impazzire e agire senza raziocinio: non spaccare oggetti, non prendersela con colleghi estranei a una faccenda, non scaricare colpe evidenti.

Un vero professionista sa prendersi le proprie responsabilità e chiarire molto bene quando invece un problema non dipende da lui.

La professionalità è composta anche dall’atteggiamento: in un’azienda le voci corrono e le persone spesso vengono a sapere presto se qualcuno parla male di loro o agisce in modo sbagliato, o cattivo.
Evitatelo sempre, lasciate questi giochini di invidie e ripicche agli altri se volete una carriera e risparmiarvi molti mal di testa.

Un professionista sa evitare di farsi coinvolgere in questioni inutili e deleterie per se e per i colleghi.

Infine un vero professionista sa dire due parole molto importanti: “no e “basta”.
Il lavoro è “solo un lavoro” e bisogna imparare presto che se non soddisfa è possibile cambiarlo, anche se a volte è necessario del tempo.
Quindi:

Un professionista sa che, se necessario, può cambiare lavoro (come spiego nell’articolo “Il potere delle dimissioni“).

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